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Bobina, Vinile, Dat o Cd? La guerra dei formati non ha mai cessato di tormentare gli irrequieti animi degli audiofili, sospinti a raggrupparsi in fazioni sostenitrici dell'uno o dell'altro formato e, conseguentemente, dell'hardware o strumento che ne permette la fruizione.
Ma tralasciando per un attimo il sistema a bobine, forse sulla carta davvero il più performante ed il Dat che, soprannominato l'Eroe dei due Mondi, ha avuto vita troppo breve forse dovuta a meri accordi delle major discografiche, nell'ultimo ventennio la tenzone tra i supporti materiali sembra essersi ridotta ad un confronto a due.
Giradischi o lettore cd.
Un duello a volte persino ingiustificato solo che si ponga attenzione che oggi il vinile registrato da master analogico appare più una chimera che anche un lontno ricordo.
Ma allora, se una matrice analogica non esiste più, quale è la logica ed effettiva contrapposizione tra due sorgenti che divergono solo per il modo di lettura, ma che attingono ad una comune pozza d'acqua.
Ossia il digitale.
A Voi l'ardua risposta, ammesso che ce ne sia una soltanto
(Benny Cassarà)

